liberamente tratto da "L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi" di Gian Antonio Stella, edito da Rizzoli
Drammaturgia di Giuseppe Scutella e Cristian Elevati
In un indagine svolta tra giovani veneti in occasione di una mostra sull’emigrazione e risultato quanto segue:
32% non sa nulla dell'emigrazione italiana.
37% sa qualcosa dalla televisione.
22% sa qualcosa da parenti.
9% ha saputo qualcosa tramite la scuola.
Inoltre 80% degli studenti intervistati pensa che gli italiani emigravano per turismo e il restante 20% ha risposto per fame.
Questi sono dati che fanno riflettere sulla necessita e urgenza di far conoscere ai giovani, e non solo ai giovani, la storia del nostro passato recente per poter sgombrare il campo da facili generalizzazioni e comode rimozioni su un fenomeno quale l’emigrazione nei giorni nostri verso il nostro paese.
Fermamente convinti che “conoscere la storia serve ad evitare gli stessi errori” abbiamo realizzato Made in Italy dove raccontiamo le vicende che hanno visto coinvolti i nostri progenitori e che tuttora riguardano direttamente noi. Un dato su tutti: tra il 1960 e il 1980 i nostri connazionali emigrati in Svizzera dovevano nascondere i propri bambini in casa per la paura di essere espulsi.
Tra il 1820 e il 1980 ventisette milioni di italiani hanno lasciato la propria terra per cercare fortuna altrove, in luoghi piu vivibili. Stiamo parlando di una delle piu grandi diaspore che siano mai esistite nella storia che molti, e non solo giovani, non conoscono affatto.La rimozione e un meccanismo a volte subdolo, accomodate, si rimuovono addirittura interi periodo storici per evitare di doversi specchiare in chi oggi vive le stesse sofferenze e umiliazioni che noi abbiamo dovuto vivere nel passato.
La rimozione aiuta soprattutto coloro che si arrogano il diritto di poter insultare e "cacciare" dal nostro territorio i “temibili” extra-comunitari che per la stragrande maggioranza vengono qui per cercare di vivere piu dignitosamente che al loro paese. A volte non e neanche rimozione ma reinvenzione della realta come e il caso di molti che si raccontano il mito che i nostri emigrati italiani erano grandi lavoratori, rispettati e ben voluti ovunque andassero.
Ma la realta e ben lontana purtroppo e Made in Italy ce lo spiega molto bene, raccontando come eravamo veramente e lasciando allo spettatore il paragone tra quello che dovettero subire i nostri nonni, bisnonni e trisavoli all'estero e quello che subiscono gli immigrati di oggi che cercano rifugio e speranza nel nostro Paese .Made in italy e uno spettacolo che sfata molti miti raccontando di come scrittori e giornalisti, spesso corredando di vignette maligne e xenofobe, scrivessero degli italiani come una minaccia, o descrivessero le nostre citta e i nostri abitanti come bei posti pieni di opere d'arte ma abbandonati e trascurati da una popolazione di ladri, mendicanti, briganti o scansafatiche. Un Italia, dal nord al sud piu profondo, in cui le donne erano particolarmente avvezze a vendere il proprio corpo ai forestieri e non da meno fu la tratta delle donne, vendute anch'esse da qualche "magnaccia" nostrano nei bordelli di mezza Europa.
E se oggi ci indignamo per i bambini sfruttati con l’accattonaggio, perche si riconosce che non si puo rubare l’innocenza, ci dobbiamo ricordare che anche noi, cattolicissimi italiani, l’infanzia e i suoi diritti l’abbiamo violata in tutti i modi. Noi i bambini li si vendeva per pochi soldi per essere sfruttati in qualche fabbrica oltre confine, o ancor peggio a fare mestieri al limite della fatica umana con il piu delle volte l’inevitabile decesso. Bambini usati come spazzacamini, sterratori o suonatori ambulanti in giro a mendicare con la scimmietta sulla spalla.
E anche quella che sembra essere l’accusa piu nuova che viene mossa di questi tempi agli stranieri, ossia quella di essere terroristi, non era a noi risparmiata. Basti pensare a Sacco e Vanzetti condannati, con accuse false e infamanti, alla sedia elettrica perche anarchici e soprattutto italiani.Gli italiani sparsi nel mondo hanno raggiunto la cifra strabiliante di 27 milioni!
27 milioni di nostri connazionali che nell'arco di un secolo hanno cercato una vita migliore altrove. Tra il 1880 e 1915 piu di 4 milioni sbarcarono solo negli Stati Uniti. Una vera e propria orda, incontrollabile ed incontrollata specialmente dal nostro governo che era ben felice di veder partire quei poveracci e le loro famiglie numerose, difficili da sfamare in un Paese ridotto all'osso.
Si imbarcavano ovunque, ammassati in 3° classe. Un viaggio infernale che durava svariati giorni dove la morte era sempre in aguato. Molti avevano venduto tutto quello che avevano per questo viaggio.
Chi arrivava a destinazione, in particolare ad Ellis Island (New York) veniva sottoposto a varie visite e vari test per verificare l'idoneita a varcare la soglia del Nuovo Mondo. Molti, essendo analfabeti o fisicamente inadatti, non passavano i controlli e venivano rispediti in Italia. Alcuni al solo pensiero si suicidavano buttandosi nel mare gelido.
Erano troppi, una marea umana, tanto che negli anni '20 il governo americano fece delle leggi che riducevano le quote di immigrati per ogni Paese, per quelli del Nord Europa le quote erano piu alte di quelli del Sud, cosi che quella dell'Italia era stata ridotta a poche migliaia l'anno.
Ma gli italiani non andavano solo negli Stati Uniti; oltre ad alcuni stati Europei come la Francia, il Belgio, la Germania e la Svizzera che videro una consistente immigrazione dal nostro Paese nel dopoguerra, anche l'Australia, il Canada e tutto il Sud America accolsero milioni di nostri connazionali in cerca di fortuna, tanto che oggi in alcuni Paesi come l'Argentina ,il Brasile o l'Uruguay, la percentuale dei nostri oriundi e molto elevata ed arriva a sfiorare il 50%. In alcune zone del Brasile si parla una lingua chiamata "Talian", un misto tra portoghese e antico dialetto veneto.
Ma anche qui l'accoglienza loro riservata non era delle migliori. Specialmente nei Paesi anglosassoni gli italiani venivano visti come i peggiori tra gli immigranti, cittadini di serie B, gli stereotipi sull'italiano medio si sprecavano, eravamo i piu ignoranti, i piu sporchi, i piu rissosi, i piu propensi a delinquere (grazie anche all'associazione con la mafia), i piu chiassosi e gesticolanti, col coltello in tasca sempre pronto all'uso, spesso paragonati ad animali; nelle Little Italy americane dormivano insieme agli asini e le scimmie.
Studi pseudo scientifici cercarono di dimostrare che gli italiani non erano di razza bianca, molti erano troppo piccoli e scuri per essere paragonati ai Nord Europei, quindi dovevano avere sangue africano. Da qui l'italiano era classificato come razza inferiore e pericolosa per quei Paesi che ci accoglievano e che vedevano arrivare milioni di nostri connazionali che, oltre a rubare il lavoro, avrebbero "infettato" la purezza della razza caucasica.
Eravamo la feccia della civilta, tutti, indistintemente, dal Trentino alla Sicilia.
Eravamo gli zingari del mondo.
Tanti i nomignoli che ci venivano, e tuttora vengono, affibbiati a dimostrazione che la stupidita e dura a morire.
E magari la discriminazione si fermasse solo agli insulti…
Negli Stati Uniti non impiccavano solo i neri ma anche italiani e con pretesti a volte banali. Il tutto sotto l’occhio benevolo delle autorita locali e con la piena partecipazione di tutti i cittadini: donne, vecchie, bambini. Tutti orgogliosi di partecipare a quel macabro “sport” che porta il nome di linciaggio (lyncing); e tutti orgogliosi di avere prova testimoniale della loro impresa attraverso scatti fotografici che sarebbero diventati cartoline postali da inviare ad amici, parenti…
Veri e propri massacri avvenuti in ogni angolo del mondo contro gli italiani, dove fino a non molto tempo fa si potevano trovare cartelli appesi in alcuni locali che recitavano: “vietato l’ingresso ai cani e agli italiani"